RESIDENZE D’ARTISTA – PROJECT ROOM

SISSI - Project room
La pelle che gira, 2026
Lo spazio dell’antica fornace di Montelupo si trasforma in una serra immaginaria, dove bulbi, radici e fiori germogliano in un’esplosione cambriana di forme e colori. Le opere in ceramica rivelano una specie dalle molteplici possibilità di esistenza: il fiore del corpo, il fiore della tuba di Falloppio.
Al centro della mia ricerca artistica c’è da sempre il corpo interno, un organismo mai definitivamente compiuto, capace di mutare, estendersi e intrecciarsi al mondo esterno. Manipolare l’argilla mi permette di toccare e dare forma a questo paesaggio interiore, rendendo tangibile ciò che è nascosto. In questa fioritura anatomica, i confini tra umano e vegetale si dissolvono e la pelle diventa una superficie di scambio tra il dentro e il fuori.
Dove: Fornace del Museo, Via Giro delle Mura, 88
Quando: 10.00 – 20.00 nei giorni della manifestazione
EDOARDO SESSA - Project room
Stratigrafia // In corso d’opera
L’installazione esplora il fiume come forma scultorea e archivio di trasformazioni. Attraverso la stratificazione tridimensionale delle variazioni del corso d’acqua, la riproduzione di semi di specie igrofile e l’impiego di materiali di scarto edilizio, l’opera restituisce l’immagine di un ecosistema in movimento. L’argilla, raccolta direttamente dal fiume Pesa, lega la ceramica alla storia e alla geografia locale, in un dialogo tra acqua, paesaggio e territorio.
Edoardo Sessa (1995) è uno scultore e artista visivo italiano. La sua ricerca indaga il rapporto tra cultura e ambiente, architettura e paesaggio, attraverso il concetto di archeologia contemporanea. Il suo lavoro esplora l’incontro tra naturale e artificiale, mostrando come la materia conservi le tracce delle trasformazioni umane e ambientali
Dove: Scuola della ceramica, via Gramsci 8
Quando: 10.00 – 20.00 nei giorni della manifestazione


ALEJANDRA HERMIDA - Project room
Arno e Taloc
Arno e Taloc sono due antiche divinità dell’acqua: l’Arno, il fiume che attraversa Montelupo Fiorentino e Firenze, e Taloc, il dio azteco della pioggia. Entrambi rappresentano il profondo legame tra uomo e natura, un tempo venerata e oggi spesso dimenticata.
Secondo una leggenda azteca, Taloc e la sua compagna sceglievano quali vasi rompere per far cadere diversi tipi di pioggia: da quella lieve, benefica per i raccolti, a quella torrenziale, capace di provocare distruzione.
Il progetto mette in dialogo Arno e Taloc attraverso il movimento dell’acqua, elemento vitale da cui nascono le civiltà, capace di generare vita ma anche di manifestare una grande forza distruttiva.
Proposta artistica: un’installazione composta da strisce di argilla stampate in 3D, le cui stratificazioni richiamano la texture dell’acqua che cade e si trasforma in fiume. L’opera sarà completata da vasi tridimensionali decorati con forme simili a gocce e da elementi ceramici a parete realizzati con le stesse strisce.
Dove: Scuola della ceramica, via Gramsci 8
Quando: 10.00 – 20.00 nei giorni della manifestazione
